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lunedì 21 maggio 2012

Decluttering non voluto

Per farla breve ho perso il cellulare.
L'onnisciente Wikipedia mi dice che pesava 112 grammi. Credo batteria compresa.
Siccome in casa avevamo ben TRE cellulari inutilizzati non ne è stato comprato nessuno per sostituirlo.
Addio mio caro e fedele Nokia 6131, eravamo insieme dal 10 luglio 2007, da quando l'altro mio amato Nokia 6630 annegò nella borsa impermeabile a causa della bottiglietta dell'acqua che si era aperta. Eri diventato mio per la cifra (mica tanto modica) di 179,00 euro e mi dispiace molto che ci siamo lasciati "in luogo e ora sconosciuti".

Insieme a lui se ne vanno anche 215 grammi di scatola e manuale delle istruzioni.
C'è gente che ogni sei mesi deve cambiare il cellulare... a me invece dispiace così tanto!

mercoledì 4 aprile 2012

Astinenza forzata da acquisti

Vedo che sul web circolano tante esperienze di rifiuto volontario all'acquisto di beni e merci. L'ultimo nell'ordine è a questo link. Io questa esperienza l'ho già fatta e la sto continuando a fare da almeno... fatemi pensare... giugno 2010!


Tanto eh?
Quindi mi sono detta che forse è il caso di fare una riflessione scritta e di condividere questa esperienza.

A giugno del 2010 ho deciso che - siccome non avevo un lavoro e non lo avrei avuto a breve e visto che ero appena tornata da nove mesi di Erasmus dove avevo (giustamente) dilapidato i miei risparmi- era il caso di smettere di fare acquisti. Siccome io per carattere non sono capace di trovare da sola le mezze misure mi sono detta che per un periodo di tre mesi non avrei comprato nulla che non fosse cibo o medicine.

I primi momenti sono stati un po' difficili, era anche periodo di saldi. Ho iniziato ad evitare di andare nei centri commerciali o in giro per negozi, preferendo a queste attività cose come  fare un giro al mare, una passeggiata coi cani, bere un tè con le amiche... Dopo le prime diciamo tre settimane invece tutto si è mosso in modo più spontaneo e io sono iniziata ad essere molto più critica verso me stessa. Davanti ad una bella vetrina il pensiero non era più "Oh che peccato, lo vorrei comprare ma non posso" ma "Bello! Mi piace ma non mi serve". Perché, believe or not : il 99,99% di quello che compriamo non ci serve. Mi sono resa conto che per quello che mi riguarda in prima persona, negli gli acquisti che facevo le motivazioni alla base erano:


  • il desiderio di avere qualcosa di nuovo (a tutti i costi, avrei capito dopo, perché poi non lo so ancora);
  • la volontà di prendere un oggetto che soddisfacesse meglio le mie esigenze di qualcosa che già possedevo;
  • lo spirito di emulazione: se compri qualcosa tu allora compro qualcosa anch'io;
  • la percezione post-acquisto di un sottile senso di rassicurazione: compro quindi esisto e faccio parte della società.
ovviamente queste sono considerazioni e ragionamenti a cui sono arrivata soltanto dopo (a volte molto dopo); con il tempo e l'allenamento al non-acquisto. 

Il mio periodo di astinenza totale da acquisti che mi sono imposta era dal primo giugno 2010 al primo settembre 2010.
Mentre maturavo la decisione di fare questo periodo di "depurazione" mi immaginavo che alla scadenza del periodo di astinenza da acquisti, cioè il primo giorno di settembre, mi sarei recata in tutti i negozi dove avevo visto qualcosa di interessante a comprare quello che non mi ero procurata prima. Invece le cose sono andate del tutto diversamente: non solo non mi sono fiondata nei negozi di tutta la Romagna assetata di acquisti, ma mi sono addirittura dovuta forzare per andare a comprare qualcosa per vedere che effetto mi avrebbe fatto. Verso il 4-5 settembre ho raccolto le forze e pochi spiccioli e sono andata a comprare in una profumeria di bassa fascia un mascara (che era l'unica cosa che mi "serviva" visto che il vecchio era finito e non ne ho mai più d'uno aperti); intanto che ero lì ho preso anche due rossetti visto che non ne avevo più nessuno. Ma nessun brivido ha attraversato le mie mani e la mia mente, nessuna emozione, anzi mi era quasi spiaciuto spendere dei soldi in qualcosa di poco utile (soprattutto per quel che riguarda i rossetti). Una ventina di euro in tutto, mica chissà che cifra. Ma a me non era piaciuta come esperienza
Pensa che ti ripensa sulla mia delusione una ovvia deduzione: abbiamo già tutto quello che ci serve. Ovvio? mica tanto! A volte bisogna un po' usare la fantasia o avere il tempo di aspettare che la soluzione a ciò che ci serve arrivi ma vi garantisco che quello che serve veramente e anche tutto quello che non serve già ce lo abbiamo.
Di qui il passo a capire che viviamo nell'opulenza, tutti noi, nessuno escluso è stato breve. (argomento complicato, farò un articolo a parte)

Ma io allora? Stavo diventando un'aliena? Un individuo astratto dalla società? Una persona isolata in una realtà tutta sua?
No. Stavo iniziando il percorso che mi sta portando oggi a diventare una consumatrice consapevole.
Ora di fronte ad un nuovo acquisto ci sono domande precise che mi pongo:
  1. Mi serve?
  2. Mi serve davvero?
  3. Per fare cosa?
  4. Perché?
  5. Sono sicura che a casa non ho già una soluzione a questa necessità? o qualcosa di simile?
  6. Non posso proprio prescindere da questo acquisto?
  7. Potrei trovarlo usato?
  8. Potrei spendere meno e avere qualcosa che mi soddisfi egualmente?
  9. Potrei farmelo da me?
  10. Perché lo desidero così tanto?
  11. Posso aspettare a comprarlo per vedere se mi serve davvero?
  12. Ho denaro a sufficienza per questa spesa?
  13. Questo prodotto è testato su animali o è prodotto da aziende che in qualche modo sono connesse ai test sugli animali?
  14. Esiste la versione biologica o biodinamica di questo prodotto?
  15. Esiste una versione cruelty-free?
  16. Chi arricchisco con questo acquisto? Una persona della mia comunità o un indefinita catena di negozi? (la polemica sul fatto che le grandi catene multinazionali non pagano l'IVA ve la risparmio)
  17. Questo prodotto esiste artigianale o a chilometri zero?
  18. Esiste un prodotto simile che abbia inquinato meno nel suo processo di produzione e commercializzazione?
  19. Sono disposta a pagare il costo "energetico" e ambientale di questo oggetto e rendermene responsabile con il mio acquisto?
  20. Vale quello che costa?
  21. è solo per farmi un regalo e soddisfare un mio vezzo?
  22. è un auto-regalo? per cosa? me lo merito? posso aspettare? posso darmi un obiettivo per "meritarmelo"?
  23. Ne sono consapevole?
  24. è quello che voglio davvero o solo qualcosa che ci assomiglia ma non ha tutte le caratteristiche per soddisfarmi?
  25. Sono sicura che lo voglio comprare?

In merito al penultimo punto vorrei solo aprire una parentesi: mi sono resa conto che molti miei acquisti erano il risultato del tentativo di soddisfare un desiderio (ben chiaro nella mia mente): volevo possedere un determinato oggetto, fatto in un preciso modo e in qualche modo avevo trovato qualcosa che si avvicinava a quell'oggetto ideale. Ma che al tempo stesso non mi soddisfaceva del tutto. Il risultato era quindi che il mio desiderio restava irrealizzato e mi continuava a spingere verso nuovi acquisti. Ad esempio: sono due anni che cerco una borsa fatta in un determinato modo e molte sono stata sul punto di comprarne una che era vicina al mio modello ideale; sono stata sul punto ma visto che non mi soddisfaceva completamente non l'ho presa. Perché alla fine avrei accumulato borse che mi soddisfacevano solo in parte e che si sarebbero sommate alle già troppo numerose borse che ho. Se devo comprarne una deve essere quella che desidero al cento per cento, niente di meno. Può sembrare arrogante metterla su questo piano però credo che ognuno di noi, me compresa, sia libero di decidere se e come spendere denaro e io non lo spendo se non per qualcosa che mi soddisfa in tutto e per tutto.

Sia ben chiaro non è che non io non compri più nulla per vezzo, ma quando lo faccio almeno ne sono consapevole e lo faccio per scelta, non guidata da sottili meccanismi di compulsione all'acquisto. Non mi sento completamente immune alle strategie marketing ma per lo meno sento di aver messo un buon filtro. Non mi sento diversa perché a 28 anni compro se posso usato (e lo regalerei pure dell'usato, ma molte persone si sentono offese nel ricevere un regalo di compleanno preso al mercatino- allora regalo le mie marmellate).  Non mi vergogno a chiedere a chi mi vuole fare un regalo esattamente quello che desidero (di solito un massaggio o un trattamento e estetico, a meno che non ci sia qualcosa che mi piace che a comprarla coi miei soldi mi sentirei in colpa) e non mi vergogno nemmeno a chiedere di cambiare un regalo se non mi piace. D'altronde se una persona mi conosce bene e mi è davvero vicina il regalo non lo sbaglia, se si sbaglia o non mi conosce bene e allora io mi devo far conoscere meglio, o non gliene importa e quindi anche se cambio il regalo non cambia nulla. Ma sto andando fuori tema ed è meglio chiudere.

Va bè, insomma, io sono quasi due anni che compro poco e mirato. Perché non accumulare oggetti permette di avere meno cose (rifiuti) da smaltire poi e più ordine e linearità nel presente. è come non ingrassare e restare magri sempre, pur concedendosi qualche golosità di tanto in tanto :)

sabato 25 febbraio 2012

Spaventapasseri -0,267 kg

Non sto parlando del mio aspetto attuale... anche se... :)

Nella libreria (sempre lei, amata e odiata Billy) avevo molti cd in cui ai tempi del pc facevo il back up dei documenti... mi dicevo: -Bisogna che mi metta a guardare quello che c'è dentro e a copiare i documenti- finché un bel dì (a casa con l'influenza e due metri di neve fuori) mi sono risposta: -Ma chi me lo fa fare?- 




Seguendo la regola della polvere ho appurato che se un cd non lo aprivo da anni e non mi ero nemmeno degnata di scriverci sopra il contenuto con un pennarellino... beh, allora... tanto valeva buttarlo via senza problemi... e quindi, hoplà, via nel bidone un tot di vecchi cd.

Solo che poi mi è venuto in mente che mia zia li usa sugli alberi da frutta per spaventare quei golosoni dei passerotti, perciò dopo un colpo di telefono, anche i cd hanno trovato il loro riuso. Quindi:

"Via dalle mie ciliegie, pennuti!"



PS: non sono bellissimi i riflessi arcobaleno?

mercoledì 21 dicembre 2011

Peso simbolico: un etto

Si chiama decluttering anche questo. Sto mettendo ordine tra le cartelle. È un lavoro non da poco. Solo che non so il "peso" gliene metto uno simbolico: 0,100 kg.

Promemoria:
Devo anche andare a prendere la scatolina per farmi l'archivio esterno, per avere una copia delle cose importanti. E selezionare le foto da stampare, dal 2009 ad oggi... paura!

domenica 18 dicembre 2011

Armadio 3,90 chili

Ho abbandonato temporaneamente lo studio, dove c’è un’altra libreria, stavolta di legno massello alta 2,70 metri e larga 3,5 metri più o meno, e ho preso di mira un altro settore, per non annoiarmi : l’abbigliamento.
Armadio, croce e delizia.
So già che sono stata molto sotto il livello di sufficienza con il mio lavoro : ho tolto veramente poche cose, ma non mi sentivo pronta per un passo più grande. Credo che lo sarò solo una volta che tornata nei miei panni potrò provarli e scegliere cosa tenere e cosa buttare. Ora i tre quarti dei miei vestiti non sono della mia taglia, mi sono data una scadenza : se fra 24 mesi non sarò in grado di indossarli li butterò una volta per tutte. È un tempo lungo lo so, ma ragionevole per quello che riguarda la perdita di peso : non voglio mica ammazzarmi in palestra o fare la fame ! Piano piano, un pochino per volta tornerò magra, come tutto sommato lo sono stata la maggior parte della mia vita, ovvero tornerò una taglia 44 circa.
Comunque ho buttato un po’ di cose (anzi le porto alla Caritas). E poi erano almeno tre anni che non ci mettevo le mani, visto che dentro c'erano le scatole vuote delle scarpe che stanno nella scarpiera nuova (ovvero quella comprata tre anni fa....) 

Il risultato è un sacco di vestiti e un paio di stivali (anni 90 guardate che punta! Roba che ammazzi un uomo con un calcio!)

Chili
2,94 i vestiti
0,20 i reggiseni da dare alla vicina di casa che ha una figlia adolescente a cui può andare bene la 2° (ma ero davvero magra!! Perché sono ingrassata, Gesù, uffa)
0,76 gli stivali

TOTALE
3,90 kg.

Tutto sommato non c’è male per essere il primo round…




PS: Non ho imparato a usare il programma per fare i collage di foto, ma le scatto tutte orizzontali e giro attorno al problema. :)

sabato 10 dicembre 2011

Considera questo

Se puoi iniziare la giornata senza caffeina,
se puoi andare avanti senza pillole stimolanti,
se riesci ad essere festoso ignorando dolori e sofferenze,
se eviti di lamentarti, annoiando la gente con i tuoi problemi,
se puoi mangiare lo stesso cibo ogni giorno ed esserne grato,
se riesci a capire quando le persone che ami sono troppo occupate per darti retta,
se passi sopra al fatto che chi ami ti dà erroneamente la colpa se qualcosa va storto,
se accetti critiche e rimproveri senza risentirti,
se ignori la cattiva educazione di un amico ed eviti di correggerlo,
se tratti i ricchi come i poveri,
se affronti il mondo senza bugie o inganni,
se sai vincere la tensione senza l’aiuto di un medico,
se sei capace di rilassarti senza uso di liquori,
se riesci a dormire senza l’aiuto di farmaci,
se puoi affermare in tutta onestà che, al fondo del tuo cuore, sei privo di qualsiasi pregiudizio su religione, colore e credo politico,
allora sei buono quasi quanto il tuo cane!

(Trovato in un foglietto che ora se ne va verso il cestino)

domenica 4 dicembre 2011

Errori e prime riflessioni dell'alleggerimento (progetto cento chili)

Stasera ho fatto una cosa, anzi due, sbagliate. Quelle due cose che mi fregano sempre quando si tratta di ordine. Solo che stavolta me ne sono accorta e quindi significa che ho fatto i primi passi avanti nel percorso di alleggerimento.
I miei errori tipo sono:
  • inscatolare;
oppure
  • impilare.
Quindi immaginate bene cosa ho fatto oggi: una pila di scatole. Sono pessima, lo so.

Il motivo è che sentivo bisogno di nascondere velocemente il disordine per avere un attimo di respiro e sollievo entrando nella stanza di cui mi sto occupando. Il risultato è sorprendente. Quattro scatole hanno immense potenzialità! ahahah!!! Come ho detto in realtà, buttare le cose alla rinfusa dentro scatole (o cassetti o armadi) non è un modo per mettere in ordine: è un modo per nascondere il disordine. Questo non significa che inscatolare o mettere in cassetti oggetti di vario tipo sia sbagliato, lo è se lo si fa senza criterio. Anche adesso dopo poco più di un'ora che l'ho fatto non sarei capace di dire con esattezza il contenuto delle scatole. È servito solo ad occultare e ridimensionare una realtà esplosa oltre il limite. 

Fino a ieri avrei detto: "Beh dai, ora è in ordine" auto ingannandomi. Invece ora dico: "Ho liberato rapidamente lo spazio di lavoro per avere un'idea di come sarà dopo e quindi ho una motivazione in più per ricollocare esattamente il contenuto delle scatole."

Inoltre un'altra cosa sorprendente di cui ogni giorno mi rendo sempre più conto è che non è vero che "Non ho abbastanza spazio" è che lo uso male: o ci sono troppi oggetti, di cui molti non utili e non necessari che vanno eliminati, o il tipo di arredamento che ho scelto e come l'ho disposto non è funzionale e va modificato. Ogni volta che penso di non avere spazio, quindi mi chiedo: tutto quello che ho mi serve davvero? Quello che ho è disposto in modo funzionale e organico? 

E voi? Che domande vi fate quando siete di fronte al problema della mancanza di spazio? O meglio... ve le fate le domande o no? Oppure c'è qualcuno che è già così esperto che a questo "problema" non ci arriva e ha spunti di riflessione per me?

giovedì 1 dicembre 2011

E io che mi credevo

Facile fare decluttering: prendi le cose e le butti via.
E invece no.
Com'è che tutto quello che mi capita ultimamente è una dimostrazione del contrario di quello che penso? Immaginavo di impiegare non oltre una settimana per declutterare il mio studiolo. 
E invece no.
Prendi, spolvera, guarda, capisci cos'è e se è da tenere o no, ricolloca in nuova postazione o bidona a seconda dei casi. E soprattutto non guardarti intorno. Perché a vedere quello che è ancora da fare può venirti lo sconforto. E a vedere come si riduce "il resto" della stanza può venirti male.
È anche vero che io partivo da una camera già disordinata, quindi al disordine già esistente se n'è accumulato altro. Forse sono l'unica, ma quando faccio questo tipo di lavori, come le pulizie anche, alla fine il risultato è impeccabile (cfr. ascendente Vergine) ma nel mentre... ecco... diciamo che sembra sia passato un uragano (cfr. Sagittario). La responsabilità maggiore è delle cose in attesa di giudizio e collocazione. Che transitano su e giù tra tavola, sedie, sgabelli, pavimento...
Posso farcela però. Anzi, ce la farò sicuramente. 
È anche decisamente stancante, almeno per me. 

Per voi com'è? Facile o difficile? Andate con un filo di gas o dopo un paio d'ore come me iniziate ad accusare il colpo?

venerdì 25 novembre 2011

13,260 kg

Questa è la partenza ufficiale del progetto 100 chili, che si avvale della collaborazione di Yliharma, dal blog Minimal...Italy. Da lei ci sono le cartoniadi, cioè una sfida a campioni del riciclo. Quindi mi sembra un po' un peccato che tutto quello che ho buttato oggi non possa partecipare alla gara. 
Si tratta di 13 chili e un quarto di carta infatti quello il ricavato di oggi. 
È stato facile, lo so, perché queste erano cose che erano da cestinare da anni, ma per partire nel progetto mi serviva un risultato incoraggiante.
Non è che ora la situazione sia migliorata tantissimo, anzi se voi entraste ora direste: "ah, ma devi ancora mettere a posto?".
È un lavoro lungo e faticoso. Vedrete un dopo tra non meno di una settimana :)
Il settore di oggi è stato uno scompartimento della libreria di legno a muro. Quello in alto a destra. 
Sono stati coinvolti anche la scatola con gli appunti sull'inferno di Dante che aveva la colpa di starsene un po' fra i piedi e un raccoglitore che stava della libreria Billy. Le vittime sono state le fotocopie inutili di corsi universitari vecchi come Noè e di vecchi spettacoli e corsi di teatro. 
Si sono salvati un pacchetto di fotocopie sulla dizione, gli appunti del corso di lingua francese del primo anno con Madame Koklis, un pacchettino di fotocopie sulle norme igieniche per gli operatori dei canili e dei gattili e ovviamente tutti i raccoglitori che ora sono vuoti :) al prossimo giro vedrò cosa farne.

Questo primo passaggio ha portato alla luce un vecchio segnalibro che mi era stato regalato da un'amica carissima e che non trovavo da anni. È stato bellissimo ritrovarlo!







domenica 20 novembre 2011

Progetto cento chili

Questo blog è parallelo a quello più disordinato e variegato http://marinamarea.blogspot.com/.
Qui riporterò solo i post relativi al progetto cento chili, per chi non voglia essere ammorbato da altre vicessidudini della mia vita. Il mio obiettivo è eliminare entro un anno dalla mia laurea, quindi entro il 24 novembre del 2012 cento chili di cose superflue nella mia vita. Faranno parte di questo progetto i miei chili fisici e tutti gli oggetti che prenderanno la strada del bidone, del mercatino dell'usato e della vendita.
Le regole perché gli oggetti siano validi sono:


  • devono essere cose di cui sono già in possesso al 23 novembre 2011
  • non devono essere cose di consumo (shampoo, saponi, alimenti...)
  • non devono essere rimpiazzate con qualcos'altro (es. tv che si rompe, se non compro una tv nuova è un oggetto valido, se me ne procuro un'altra non vale)
  • deve essere fotografato e pesato
  • per quello che riguarda il mio peso dovete fidarvi di me, non avrebbe senso barare, ma mi vergogno a dire in giro quanto peso, non che sia una cosa esagerata, ma è un dato molto privato, nemmeno il mio fidanzato lo sa
Sono quasi pronta, la settimana prossima si parte!